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Nato a Genova nel 1953. Laureato in medicina e chirurgia nel 1979 presso l’Università degli Studi di Genova. Specialista in Malattie Polmonari e Chirurgia Generale. Dirigente Medico nella disciplina di chirurgia generale presso Ospedale Pubblico. Professore Universitario a contratto. Nel 1978 ho portato a termine la tesi di laurea che verteva sulla classificazione dei tipi istologici del cancro polmonare, in allora ancora in corso di completa definizione, con studio delle caratteristiche cellulari, in particolare la presenza di una componente neuroendocrina. Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio negli anni 1979/81, dove ho seguito con interesse la nascente pneumologia endoscopica ed interventistica per la diagnosi ed il trattamento del cancro polmonare, del mesotelioma e delle malattie professionali. Ho partecipato a studi finalizzati alla ricerca di nuove strategie terapeutiche oltre quelle chemioterapiche. Iniziavano le prime prove cliniche sull’abbinamento di somatostatina o derivati sintetici e chemioterapici per i tumori polmonari a componente neuroendocrina, con evidenti risultati.
Nel 1983 ho iniziato la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale. Contemporaneamente ho frequentato un Master di Scienza della Nutrizione, in quanto il paziente con insufficienza respiratoria spesso trova nella perdita di peso una strategia terapeutica. E’ di quel periodo il primo libro su aspetti ed ipotesi nutrizionali emergenti: • corretto abbinamento degli alimenti; • assunzione di alimenti con effetto antiossidante e la loro importanza clinica; • studio delle abitudini nutrizionali, di varie popolazioni, alla ricerca di una spiegazione di alcuni fenomeni come, ad esempio, quello del boscaiolo della foresta nera, sempre dedito a lavori pesanti e quindi ad attività fisica, che muore d’infarto del miocardio con alta incidenza ed in giovane età, rispetto alle popolazioni esquimesi che, pur facendo una vita sedentaria, hanno un’incidenza di infarto del miocardio praticamente nulla. La risposta era nel tipo di alimentazione: ricca in grassi saturi per il boscaiolo, mentre per l’esquimese ricca di grassi insaturi. Il primo si alimentava di carni rosse e burro, il secondo di pesce azzurro. E ancora, come mai la longevità e la minor presenza di malattie era prerogativa dei popoli che assumevano l’emergente dieta mediterranea? [leggi tutto]
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