 Per chi avrà tempo e voglia di leggere il mio ultimo libro scoprirà che il mio approccio verso la malattia neoplastica è una continua e attenta ricerca, sono coinvolto come medico e come uomo. Tentare la cura di queste patologie è ancora oggi una sfida che vede troppi vinti. La mia prima valutazione è di tipo immunoistochimico del tessuto neoplastico, dosaggio sierico dei fattori di sviluppo e, ove possibile, studio genico. Sui risultati imposto un approccio terapeutico che si realizza in alcune fasi. Ogni patologia ed ogni paziente sono un caso da valutare con attenzione e massima competenza. Un trattamento terapeutico, per quanto sia confortato da dati di credibilità scientifica, deve essere applicato su patologie ove i protocolli convenzionali hanno scarso o nullo impatto terapeutico, oppure laddove i trattamenti praticati si siano rivelati inefficaci o dove la malattia, dopo la loro applicazione, sia andata in progressione e non si abbia un trattamento efficace da proporre tra quelli ufficiali. Mi limiterò quindi ad elencare le modalità di applicazione etica della mia terapia pronto a comunicare gli schemi, se richiesti, ad interlocutori in linea con questi principi. La mia terapia si identifica in alcuni percorsi terapeutici, a seconda delle patologie, denominati “PICURO”. Vengono presentati, per esteso, due schemi terapeutici il “PICURO 1” e “PICURO 2” che riguardano il carcinoma della prostata. I percorsi terapeutici riguardano quasi tutte le patologie neoplastiche, intendo riferire però solo su quelli di maggior significato anche in base all’esperienza personale di applicazione.
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