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Novità della ricerca sul cancro PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 12 Aprile 2014 16:10

Che la ricerca venga fatta con i corretti criteri nessuno può smentirlo, vi sono casi come Lucentis (ranibizumab) Avastin (bevacizumab) che sollevano alcune perplessità sul grande pubblico ma per i tecnici il problema va visto sulla congruità delle prove cliniche che hanno consentito una sicurezza maggiore del primo rispetto all’altro su una specifica patologia.

Situazione questa che risente inevitabilmente di strategie industriali condivisibili sotto il profilo economico meno sotto il profilo scientifico. Questo ultimo aspetto comunque, per essere superato, dovrebbe rifarsi a prove cliniche che nello specifico inciderebbero inevitabilmente sul costo finale del prodotto. La dipendenza economica sul tema salute esiste e non vi si può sottrarre.

Malgrado questo aspetto, certamente non unico, quello che più invece impone un cambiamento di rotta è la inevitabile divisione che esiste tra il mondo oncologico arroccato su risultati emergenti da dati statistici e chi con proposte condivisibili sotto il profilo scientifico non riesce a dare riscontri statistici egualmente significativi. La relazione fatta presso la Università di Pavia pone l’accento su aspetti emergenti della ricerca cercando di far comprendere come due differenti modi di approcciare la malattia possano integrarsi  con solo unico fine di migliorare gli aspetti clinici della malattia cancro sia sotto il profilo curativo diretto alla malattia sia sotto il profilo del mantenimento di una adeguata condizione clinica generale che migliora l’effetto delle terapie mirate e la condizione clinica generale. Sempre la relazione affronta aspetti legati alla biologia del cancro, malattia assolutamente differente dalle altre che possono essere sofferte, ponendosi,  anche in base a nuove valutazioni di ordine biochimico,  molecolare e genetico,  l’interrogativo secondo il quale, con opportuni correttivi, in realtà si debba più investire nella comprensione di come il cancro si debba evitare che insorga anziché investire risorse nella ricerca di una cura che dopo molti anni di studio presenta ancora limiti sconcertanti.

La relazione ha quindi affrontato le problematiche legate a terapie dirette verso le cellule staminali malate, le cellule che mantengono il processo evolutivo della malattia, la biochimica ad esse legata, nello specifico la sindrome metabolica, gli effetti legati alla alimentazione, con specifico riferimento alle variazioni di PH legate alla tipologia di alimento ed alla sua preparazione, e non ultimo ad un aspetto sino ad oggi affrontato con molto distacco e cioè un’attenta valutazione di come l’acqua, che compone il nostro corpo per oltre l’80%, possa giocare un ruolo chiave sulle strutture proteiche che somaticamente e funzionalmente sono l’elemento chiave delle nostre funzioni biologiche. In sintesi la relazione ha voluto, per la prima volta in modo organico e scientificamente sostenibile, dimostrare come la malattia cancro debba essere affrontata in modo più completo dando ad ogni proposta terapeutica, protocollare o meno che sia, un preciso spazio operativo.

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Lectio Magistralis: “Il Trattamento integrato dei tumori”

Ultimo aggiornamento Sabato 12 Aprile 2014 16:36
 
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