[© Maurizio Pianezza 2008 - Tutti i diritti riservati]Cancro della mammella
Tralasciando i dati generali d’incidenza sulla popolazione e le conoscenze inerenti la diagnostica corrente sia di screening che di valutazione clinica vediamo alcuni punti di criticità che secondo me andrebbero valutati meglio anche alla luce delle nuove conoscenze nell’ambito della biologia molecolare legate al cancro. L’ago aspiratoOggi, dopo il riscontro di un nodulo mammario con la diagnostica standard ecografica e mammografica, in caso di sospetto viene raccomandata è l’esecuzione dell’ago aspirato. Questa procedura diagnostica, che era stata proposta inizialmente per i noduli profondi nel contesto della ghiandola mammaria, viene praticata su noduli superficiali, palpabili anche dalla stessa paziente e con immagini radiologiche ed ecografiche fortemente dubbie o certe per neoplasia. La procedura così applicata snatura il suo intento iniziale. Inoltre l’ago-aspirato consente una certezza diagnostica pari al 50% e comunque in caso di positività impone l’asportazione chirurgica. Alla luce di queste considerazioni ritengo che l’asportazione chirurgica, come prima scelta, vada presa in considerazione laddove il nodulo sia superficiale e la diagnostica per immagini lasci pochi dubbi, integrando magari le stesse con indagini ulteriori quali la RMN e la PET mammaria. Il carcinoma della mammella è il tumore più frequente nel sesso femminile. La sua incidenza presenta un incremento del 3% all’anno. Il fattore prognostico più importante, per quanto riguarda la sopravvivenza globale, la sopravvivenza libera da malattia e la gestione terapeutica della paziente, e’ rappresentato dall’eventuale coinvolgimento dei linfonodi ascellari. Al momento attuale la metodica che permette di conoscere in maniera accurata lo stato linfonodale e’ l’individuazione del linfonodo sentinella a cui può seguire l’intervento di dissezione ascellare completa. Questa seconda tecnica in particolare espone le pazienti a tutta una serie di sequele post-chirurgiche importanti come il linfedema e la limitazione dei movimenti della spalla senza avere una reale ricaduta terapeutica.
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