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Cancro della mammella

Tralasciando i dati generali d’incidenza sulla popolazione e le conoscenze inerenti la diagnostica corrente sia di
screening che di valutazione clinica vediamo alcuni punti di criticità che secondo me andrebbero valutati meglio
anche alla luce delle nuove conoscenze nell’ambito della biologia molecolare legate al cancro.

 

L’ago aspirato

Oggi, dopo il riscontro di un nodulo mammario con la diagnostica standard ecografica e mammografica, in caso
di sospetto viene raccomandata è l’esecuzione dell’ago aspirato.
Questa procedura diagnostica, che era stata proposta inizialmente per i noduli profondi nel contesto della
ghiandola mammaria, viene praticata su noduli superficiali, palpabili anche dalla stessa paziente e con immagini
radiologiche ed ecografiche fortemente dubbie o certe per neoplasia.
La procedura così applicata snatura il suo intento iniziale. Inoltre l’ago-aspirato consente una certezza
diagnostica pari al 50% e comunque in caso di positività impone l’asportazione chirurgica.
Alla luce di queste considerazioni ritengo che l’asportazione chirurgica, come prima scelta, vada presa in
considerazione laddove il nodulo sia superficiale e la diagnostica per immagini lasci pochi dubbi, integrando
magari le stesse con indagini ulteriori quali la RMN e la PET mammaria.


Il carcinoma della mammella è il tumore più frequente nel sesso femminile. La sua incidenza presenta un
incremento del 3% all’anno.
Il fattore prognostico più importante, per quanto riguarda la sopravvivenza globale, la sopravvivenza libera da
malattia e la gestione terapeutica della paziente, e’ rappresentato dall’eventuale coinvolgimento dei linfonodi
ascellari
. Al momento attuale la metodica che permette di conoscere in maniera accurata lo stato linfonodale e’
l’individuazione del linfonodo sentinella a cui può seguire l’intervento di dissezione ascellare completa. Questa
seconda tecnica in particolare espone le pazienti a tutta una serie di sequele post-chirurgiche importanti come il
linfedema e la limitazione dei movimenti della spalla senza avere una reale ricaduta terapeutica.

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