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 Non sono il primo che ha una missione nella vita. Per la verità ognuno di noi ne ha una o dovrebbe averla, è li nelle piccole cose di ogni giorno, nelle grandi sfide, nelle sconfitte. La malattia neoplastica è un avversario temibile ed instancabile, io credo che sia importante una sana curiosità scientifica, bisogna vincere la diffidenza e l'incredulità che spesso si manifesta quando si parla di nuove strategie terapeutiche. Non è dall'ostracismo, ma da una costruttiva collaborazione clinica, che si può raggiungere il fine comune: curare il cancro con attenzione alla qualità di vita del paziente.
I risultati nella mia terapia ci sono. Raggiunti su pazienti molto fragili, spesso reduci da iter drammaticamente dolorosi. Negli ultimi anni ci sono molti malati che prima di affidarsi ad una cura anticancro prendono coscienza che il "protocollo ufficiale" è una via terapeutica consigliata, ma non l'unica, e soprattutto non deve essere sentita come un vincolo. Sono pazienti che vogliono sentire che cosa c'è di nuovo e di diverso che scelgono per la loro qualità di vita ancor prima che per la patologia.
I farmaci che utilizzo sono tutti regolarmente registrati, in commercio, riconosciuti dagli FDA-EMEA-AIFA. Li uso in modo particolare rispetto a quanto suggerito, o fuori dalle indicazioni di registrazione, ma la loro applicazione rispetta le più attuali conoscenze della biologia molecolare, della farmacocinetica e della farmacodinamica.
Questa è la mia missione. Una terapia per sconfiggere il cancro, attenta alla qualità di vita, perchè la terapia non può, e non deve, essere peggiore della malattia. Maurizio Pianezza
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