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Carcinoma uroteliale

Il mio comportamento

 

Diagnosi del carcinoma uroteliale

  • ecografia vescicale/prostatica
  • cistoscopia con biopsia/TURV
  • uro-risonanza – uro-Tc
  • risonanza magnetica addominale – Tc torace ad alta definizione
  • Tc/PET solo nell'ipotesi di lesioni secondarie a distanza
  • istologico con valutazione morfologica con caratteri infiltrativi dei piani sottostanti l'urotelio-
  • studio immunoistochimico e molecolare epigenetico (metilazione).

 

Terapia del carcinoma uroteliale

Nelle lesioni non interessanti la lamina propria bacillo tubercolare attenuato (Immucyst) per instillazioni vescicali – associato a farmaci a bersaglio molecolare su RAR/XRX/VDR e farmaci demetilanti se interessata la sola lamina propria farmaci a bersaglio molecolare sui recettori TK, sui recettori  RAR/XRX/VDR e farmaci demetilanti se interessata la lamina propria ed oltre intervento chirurgico di cistectomia secondo le tecniche usuali in funzione della fattibilità.
Nella malattia metastatica: farmaci a bersaglio molecolare TK – chemioterapico con tecnica metronomica nel primo step, farmaci a bersaglio molecolare sui recettori RAR/XRX/VDR e demetilanti nel secondo step.

 

Che cos'è il Carcinoma uroteliale


Il carcinoma della vescica occupa il quarto posto tra le neoplasie nella popolazione maschile ed il sesto posto tra le neoplasie nella popolazione femminile
Il tasso d'incidenza annuo è di 32 per 100.000 per il sesso maschile versus il 9 per 100.000 abitanti nel sesso femminile con una mortalità media di 11 su 32 per il sesso maschile e di 4 su 9 per il sesso femminile.


Il rischio di tumore della vescica nei fumatori è 2-5 volte più elevato rispetto ai non fumatori ed è direttamente proporzionale al numero delle sigarette ed alla durata dell'abitudine al fumo. La sospensione del fumo di tabacco diminuisce il rischio che si abbassa ulteriormente con il trascorrere del tempo dalla cessazione. Un'incidenza superiore di patologia è stata riscontrata nei lavoratori esposti ad amine aromatiche nella manifattura di vernici, in quelli addetti alla lavorazione della gomma, dell'alluminio, dei pellami e negli autotrasportatori. Frequente in Egitto ed in altre regioni per le infestazioni da Schistosoma haematobium, responsabile di una flogosi cronica vescicale
I familiari di primo grado hanno un rischio circa doppio di sviluppare a loro volta un cancro della vescica.
Neoplasia che si presenta spesso con sintomi aspecifici per cui può essere individuata in vari momenti biologici di progressione. Per le sue caratteristiche biologiche lo stadio di diagnosi risulta nella maggior parte dei casi favorevole.
L'ematuria rappresenta spesso l’unica manifestazione ed è presente nell'80% dei casi. Può essere saltuaria o persistente e può essere l’unico segno o associarsi ad una  sintomatologia irritativa simil-cistitica.
L’analisi citologica delle urine è uno degli esami di prima scelta nella diagnostica delle neoplasie vescicali. Viene eseguita su tre campioni successivi giornalieri. La sensibilità è bassa per le neoplasie di basso grado, che sono poco esfolianti e con caratteristiche cellulari troppo simili alle cellule normali, mentre risulta elevata per le neoplasie in situ o di alto grado, oltre il 90%.
La sua sensibilità aumenta nella citologia di liquido di lavaggio vescicale ottenuto da cateterismo od in corso di cistoscopia diagnostica. La negatività del risultato comunque non esclude la presenza di un tumore vescicale. La positività dell'esame impone l'esecuzione di ulteriori indagini.


L'ecografia vescicale sovrapubica consente di fare diagnosi con un accuratezza compresa tra l'80 ed il 95% e con una elevata specificità. La mancata individuazione della neoformazione vescicale è dovuta alle piccole dimensioni o alla scarsa prominenza della neoformazione. La cistoscopia con biopsia consente una diagnosi precisa. La visione diretta consente di caratterizzare macroscopicamente la neoformazione se solida, papillare con esile o larga base d'impianto, le sue dimensioni, il numero delle neoformazioni, la sede e l'eventuale coinvolgimento dei meati ureterali, identificando aree sospette di carcinoma per presenza di zone iperemiche (arrossate) e/o vellutate. In questa fase dell'iter diagnostico la Tc addome con mezzo di contrasto e la risonanza magnetica dell'addome con mezzo di contrasto non trovano una specifica indicazione. Possono risultare utili nel fornire informazioni finalizzate all'atto operatorio e nel follow-up.
La resezione trans-uretrale (TURV) rappresenta il trattamento standard delle neoplasie vescicali superficiali papillari (stadio Ta-T1). L'intervento consiste nell'asportazione della porzione esofitica e nel campionamento separato della base d'impianto per valutare l’eventuale interessamento del tessuto muscolare sottostante. Il prelievo "random"di campioni di mucosa apparentemente sana è indicato solo se si ritiene probabile il riscontro di carcinoma in situ.


Se il referto istologico conferma lo stadio superficiale della malattia il trattamento è la chemioterapia con mitomicina C o epirubicina oppure l’immunoterapia con Bcg (Immucyst) seguito da un protocollo di follow-up molto stretto per ridurre il rischio di recidiva e di progressione della malattia. Se il referto istologico documenta un carcinoma multifocale o muscolo invasivo il trattamento è la cistectomia radicale.con neovescica ileale secondo  le varie tecniche. Questo  trattamento garantisce un risultato soddisfacente ma può provocare importanti invalidità derivanti dalla prostatectomia di necessita e da ricorrenti episodi di sepsi. Nel caso della nefrostomia percutanea il disagio del sacchetto stomale, altre tecniche utilizzate in passato sono state via via abbandonate o riservate a specifici casi
Una recente ricerca ha evidenziato nell'urotelio patologico una metilazione genico-epigenetica con i conseguenti blocchi funzionali sulla traduzione proteica. La proteomica cellulare ha evidenziato carenza nella produzione di proteine proapoptotiche come P53 e P21 o la loro metilazione con conseguente immortalizzazione delle cellule patologiche. La demetilazione indotta sulle cellule in laboratorio ha dimostrato però solo una reinduzione parziale dei meccanismi messi in blocco dalla metilazione inducendo a ritenere che entrino in gioco meccanismi di inattivazione dei recettori nucleari in particolare gli XRX e VDR, meccanismi di disfunzione dell'acetilazione/deacetilazione delle proteine istoniche e di ubiquitinazione delle proteine istoniche. Si può quindi  utilmente curare questa patologia agendo su questi meccanismi. Al momento alcuni casi trattati hanno sollevato un fondato ottimismo. Anche per questa patologia entra certamente in gioco la  cellula staminale cancerosa che, anche se non ancora identificata in questo tessuto patologico, per le disfunzioni individuate fanno certamente ritenere presente.

 
Cellule Staminali e il Cancro, il mio comportamento: Dott. Maurizio Pianezza Piazza della Vittoria 14/14 16121 Genova +39 0105530504 P. IVA 02218520100 Iscritto all'Ordine dei Medici di Genova 22/1/1980 al nr 8883 - Sito web notificato all'Ordine dei Medici di Genova in data 15/10/2008 - English Version