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Cure per il cancro e qualità di vita ...se sia possibile il trattamento quando necessario e se sia necessario il trattamento quando possibile...Le persone ammalate di cancro ed i loro famigliari, sempre di più, vanno alla ricerca della via terapeutica migliore, si informano, chiedono e non sempre accettano quello che viene loro proposto. Questa nuova tendenza di comportamento si verifica perché, malgrado siano migliorate le terapie anticancro, molte sono ancora le persone che muoiono per questa patologia. Il paziente non cerca solo una cura efficace ma una cura che non incida troppo negativamente sulla qualità di vita. Per dare una risposta a queste richieste si devono ricercare nuovi trattamenti terapeutici, laddove quelli convenzionali siano stati parzialmente o temporaneamente efficaci o abbiano un effetto terapeutico marginale se non addirittura palliativo (cura i sintomi ma non la malattia di base). I “protocolli ufficiali” sono e devono rappresentare la prima scelta terapeutica, ma non devono precludere altre possibilità di cura con farmaci regolarmente in commercio, approvati dagli enti di controllo FDA ed EMEA ed inseriti nell’elenco dell’AIFA. Benché prescritti al di fuori delle indicazioni terapeutiche di registrazione, il loro meccanismo d’azione non può che essere condiviso anche in altre patologie. Questo deve avvenire in funzione della specifica preparazione ed esperienza professionale del medico. La professionalità non può solo limitarsi alla scelta di un “protocollo ufficiale ”, ma deve esprimersi anche con scelte al di fuori di questo, laddove si verifichino le condizioni etiche di applicazione. Nell’ambito della ricerca sono stati sintetizzati e testati moltissimi farmaci, ma solo alcuni di essi ed in modo marginale fanno parte di protocolli di cura standardizzati.
La maggior parte di questi farmaci vengono assunti sotto forma di capsule o compresse consentendo inoltre al paziente di potersi curare a livello domiciliare. Questi nuovi farmaci cercano di colpire il cancro in modo selettivo ed è da ricercare nel loro sinergismo d’azione l’arma terapeutica vincente. Da anni mi impegno in questa ricerca, con costanti e continui aggiornamenti e relative verifiche cliniche sui pazienti, anche se in un rapporto privato.
Il paziente che decide di praticare la mia terapia, dopo un periodo sufficiente a dimostrarne l’efficacia può, volendo, chiedere l’erogazione gratuita dei farmaci prescritti. La materia è competenza del Giudice Ordinario in quanto il paziente, avendo ottenuto il risultato clinico positivo dalla mia terapia, richiede i farmaci sulla base di un "diritto soggettivo perfetto" e non per "un interesse legittimo".
Alcuni casi clinici ed i risvolti giudiziari ad essi legati fanno parte del libro "La mia terapia anticancro", consentendo al lettore di potersi fare una idea più precisa della problematica sollevata.
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